Il sito va rifatto quando non fa più il suo lavoro: portarti clienti. In pratica, quando è lento da telefono, non compare su Google per i tuoi servizi, non ti arrivano richieste e non riesci ad aggiornarlo da solo. Se ti riconosci in tre o più dei 9 segnali qui sotto, rifarlo di solito costa meno che continuare a rattopparlo.
Ogni segnale ha un controllo che fai in 2 minuti, senza essere un tecnico. Prendi il telefono e un foglio: per ognuno segna sì o no.
1. È lento da telefono
Chi ti cerca lo fa spesso dal telefono, magari in macchina o in negozio, con la rete che va e viene. Se la pagina resta bianca, torna indietro e apre il sito dopo il tuo.
Come verificarlo in 2 minuti. Apri PageSpeed Insights, lo strumento gratuito di Google, incolla l’indirizzo del sito e guarda i risultati per i dispositivi mobili. Il dato da leggere è quanto ci mette a comparire il contenuto principale (si chiama LCP): Google lo considera buono entro 2,5 secondi e scarso oltre i 4. Poi prova a mano: apri il sito dal telefono con il Wi-Fi spento. Se fai in tempo a pensare “dai, carica”, è lento.
Le cause più comuni, e come si risolvono, sono nella guida sul sito lento.
2. Da telefono non si legge
Testo minuscolo, bottoni attaccati, pagine che scivolano di lato. Google indicizza il sito guardando la versione da telefono: è quella che conta, non quella che vedi in ufficio sul monitor grande.
Come verificarlo in 2 minuti. Apri dal telefono la home e la pagina di un servizio. Riesci a leggere senza allargare con le dita? Se tocchi il numero di telefono, parte la chiamata? La pagina resta ferma o si sposta di lato quando scorri? Se anche una sola risposta è no, il sito non è pensato per il telefono.
3. Non ti arriva nessuna richiesta dal sito
Un sito aziendale serve a far arrivare richieste: preventivi, chiamate, prenotazioni, messaggi. Se non arrivano, è un biglietto da visita che paghi ogni anno.
Come verificarlo in 2 minuti. Cerca nella posta le email arrivate dal modulo del sito negli ultimi 3 mesi e contale. Poi compila tu il modulo e controlla che il messaggio arrivi davvero: a volte il problema è tutto lì, un modulo rotto da mesi. Infine chiedi agli ultimi cinque clienti come ti hanno trovato.
4. Non compari su Google per i tuoi servizi
Cercare il nome della tua azienda e trovarti non conta: ti trova chi ti conosce già. Conta comparire quando qualcuno cerca quello che fai, nella tua zona.
Come verificarlo in 2 minuti. Apri una finestra in incognito e cerca il tuo servizio principale più la tua città, per esempio “commercialista Monza” o “impianti fotovoltaici Treviso”. Sei in prima pagina? Ripeti con due o tre servizi. Se hai Search Console, lo strumento gratuito di Google per i siti, guarda in Rendimento le ricerche che ti portano clic: se sono quasi tutte il nome della tua azienda, Google non ti collega ai tuoi servizi.
5. Non riesci ad aggiornarlo
Un orario cambiato, una foto nuova, un servizio in più. Se ogni modifica richiede un’email allo sviluppatore e una settimana di attesa, il sito invecchia di nascosto. E un’informazione sbagliata fa danni veri: il cliente arriva e trova chiuso.
Come verificarlo in 2 minuti. Prova a cambiare una cosa semplice, come il numero di telefono nel piè di pagina, e cronometrati. Se non sai da dove cominciare, o hai paura di rompere qualcosa, il sito non è davvero tuo: è di chi lo sa toccare.
6. Sembra vecchio accanto ai concorrenti
Il cliente non guarda il tuo sito da solo. Lo confronta con quelli che trova sopra e sotto di te su Google, e decide in pochi secondi chi chiamare.
Come verificarlo in 2 minuti. Cerca il tuo servizio principale e apri dal telefono i siti dei primi tre concorrenti. Poi apri il tuo. Fatti una sola domanda: se non mi conoscessi, chi chiamerei? Se la risposta non sei tu, hai trovato il tuo segnale.
7. È un WordPress pieno di plugin e di avvisi
WordPress non è un problema in sé. Lo diventa quando il sito regge su venti o trenta plugin (i componenti aggiuntivi), un tema pesante e aggiornamenti rimandati da mesi. Ogni plugin è codice scritto da qualcun altro che va tenuto aggiornato, e un plugin vecchio è una porta aperta per chi attacca i siti.
Come verificarlo in 2 minuti. Entra nel pannello e apri Bacheca → Aggiornamenti: quanti aggiornamenti aspettano? Poi apri Plugin e contali. Infine guarda Strumenti → Salute del sito: WordPress stesso ti dice se ci sono problemi critici, come una versione di PHP (il linguaggio su cui gira) non più aggiornata. Come regola pratica, se i plugin sono più di 20 e gli avvisi si accumulano, il sito è fragile.
Se stai pensando di uscire da WordPress, leggi il confronto WordPress o sito a codice.
8. Niente HTTPS, o errori in giro
Se accanto all’indirizzo il browser scrive “Non sicuro”, il sito non usa HTTPS, la connessione protetta. Chrome lo segnala a ogni visitatore, e Google mette la connessione sicura tra gli elementi di una buona esperienza sulla pagina. Lo stesso vale per pagine che non si aprono, immagini rotte e link che portano a un errore.
Come verificarlo in 2 minuti. Guarda la barra dell’indirizzo: deve iniziare con https e non mostrare avvisi. Poi scrivi l’indirizzo con http davanti: deve portarti da solo alla versione https. Se hai Search Console, apri Indicizzazione → Pagine e guarda quante pagine risultano “Non trovata (404)” o con errori del server.
9. Non misura nulla
Se non sai quante persone visitano il sito, da dove arrivano e quante ti contattano, non puoi sapere se funziona. E non potrai sapere se il sito nuovo funzionerà meglio.
Come verificarlo in 2 minuti. Prova a rispondere a tre domande. Quante visite ha avuto il sito il mese scorso? Quante richieste sono arrivate dal sito? Per quali ricerche compari su Google? Se non sai rispondere a nessuna, ti mancano almeno Search Console e uno strumento di statistiche. Sono gratuiti: l’importante è attivarli prima di toccare qualsiasi cosa.
Quanti segnali servono per rifarlo?
Non c’è una soglia ufficiale. Come regola pratica:
- 1–2 segnali: probabilmente basta sistemare quei punti.
- 3–4 segnali: vale la pena chiedere un’analisi, perché spesso hanno una causa comune, di solito la base tecnica.
- 5 o più: il sito va rifatto. Sistemarlo pezzo per pezzo rischia di costare di più e durare meno.
Se ti stai chiedendo quanto costa, trovi le fasce di mercato e i costi nascosti nella guida su quanto costa rifare un sito web.
Restyling o rifacimento?
Il restyling cambia l’aspetto: colori, caratteri, foto, impaginazione. Il rifacimento cambia anche quello che non si vede: struttura delle pagine, codice, velocità, testi, impostazioni per Google.
| Voce | Restyling | Rifacimento |
|---|---|---|
| Cosa cambia | L’aspetto | Aspetto, struttura, codice e testi |
| Quando ha senso | La base è sana: il sito è veloce e si aggiorna facilmente | Il sito è lento, fragile o non porta richieste |
| Velocità | Resta quella di prima | Si riparte da zero, e si può fare molto meglio |
| Posizionamento | Di solito invariato | Va protetto con i redirect 301 |
| Rischio | Una carrozzeria nuova su un motore che non va | Una migrazione fatta senza metodo |
Il restyling ha senso quando il problema è davvero solo estetico. Se il sito è lento, difficile da aggiornare o non compare su Google, un vestito nuovo non lo risolve: cambia l’aspetto e resta tutto il resto. In quel caso conviene rifarlo, con una migrazione fatta bene per non perdere le posizioni che hai. Come si fa, passo per passo, lo spieghiamo nella guida per rifare il sito senza perdere posizionamento.
Prima di scegliere il restyling, misura la velocità da telefono. Se il sito è lento, nessun restyling lo sistema: la lentezza sta nel codice, non nei colori.
La mini checklist
Rispondi sì o no:
- Da telefono il contenuto principale compare entro 2,5 secondi?
- Da telefono si legge senza allargare con le dita?
- Negli ultimi 3 mesi ti sono arrivate richieste dal sito?
- Compari in prima pagina cercando servizio più città?
- Riesci a cambiare un numero di telefono da solo, in 5 minuti?
- Regge il confronto con i primi tre concorrenti?
- Ha pochi plugin, tutti aggiornati, e nessun avviso critico?
- Usa HTTPS, senza avvisi e senza pagine in errore?
- Sai quante visite e quante richieste ha avuto il mese scorso?
Ogni no è un segnale. Con tre no o più, è il momento di pensarci sul serio.
Vuoi sapere se il tuo sito va rifatto?
Mandaci l’indirizzo. Entro 24 ore ricevi l’analisi gratuita: quali segnali ha il tuo sito, se basta un restyling o va rifatto, e quanto costa. Se decidi di rifarlo, vedi la prima bozza in 72 ore e il sito nuovo è online in 7–14 giorni. Come lavoriamo lo trovi nella pagina sul rifacimento del sito web.